“Perchè la vostra musica non funziona” di Alex Torchia
Nel mondo della musica c’è sicuramente una grossa crisi di pubblico: questo è innegabile, però nel mio lavoro noto un appiattimento e una rassegnazione, da parte dei musicisti,che è disturbante.
Chiariamo una cosa: se la gente non viene ai vostri concerti e non vendete la vostra musica NON è solo colpa della crisi del pubblico; se non vi vengono più a vedere manco le vostre fidanzate probabilmente la colpa è anche vostra.
SCRIVERE MUSICA CON UN OBIETTIVO
Siete davvero così sicuri che la musica che fate sia di interesse per la gente? In questi anni ho sentito tanti tipi di bands diverse che suonavano i generi più disparati: gente che vuole fare cose innovative riuscendo solo a risultare inascoltabile, gente che vuole essere “true” e alla fine risulta solo una fotocopia di mille altre bands, e così via.
le bands che a fine concerto mi restavano in testa con un ritornello o un riff si contano sulle dita di una mano.Per scrivere musica bisogna prima di tutto scegliere a che tipo di pubblico ci si vuole rivolgere e una volta fatto questo bisogna:
1)scrivere pezzi che rimangano in testa o che colpiscano
2)bisogna scendere dal piedistallo del “io suono quello che mi piace” e iniziare a pensare in maniera COMMERCIALE.”commerciale” non vuol dire “svendersi” e non è un insulto: vuol dire semplicemente scrivere musica vendibile all’interno del pubblico a cui si fa riferimento. Metallica, AC/DC, Iron Maiden, Judas Priests,Immortal e tutti i grandi nomi fanno tutti album “commerciali”, ed infatti vendono. Nessuna band di successo scrive un album pensando “Anche se non piacerà al mio pubblico chi se ne frega, questa è la mia musica”, altrimenti non sarebbero dove sono. Semplicemente assieme a produttori ((video dedicato) e addetti ai lavori trovano il miglior compromesso tra quello che gli piace e quello che vende rispetto ai loro obiettivi.Quindi, prima di tutto, scrivete pezzi mediando i vostri gusti con un’idea commerciale e commerciabile della vostra musica. Suonare quello che vi pare e avere successo è una cosa che non capita quasi mai, nemmeno ai vostri idoli.
ESSERE MUSICISTI PREPARATI, NON SOLO STRUMENTISTI
Essere preparati nel proprio strumento è la BASE per poter iniziare a fare qualcosa nella musica e la do per scontata: il problema è che oltre ad essere strumentisti preparati, bisogna anche essere musicisti preparati  o non arriverete mai da nessuna parte perchè, se anche la band dovesse avere successo, non riuscireste più a starle dietro e verreste sostituiti, per volontà di quelli del gruppo che vogliono progredire o per volontà di chi produce e paga la vostra musica. Un onesto amatore semplicemente non può arrivare a certi livelli, perchè implicano una preparazione, una dedizione e un impegno che non ha e probabilmente non avrà mai. Ovviamente ci sono le eccezioni: mediocri strumentisti che però sono grandi compositori , che solitamente finiscono per fare i produttori e scrivere pezzi per altri, oppure mediocri musicisti che però passano 8 ore al giorno sul loro strumento … ma sono comunque casi rari perchè poi quando si entra in certi meccanismi di studio e composizione se non si ha una solida preparazione non ci si riesce ad esprimere e si rimane inceppati nella macchina della produzione musicale.
L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA: IL FENOMENO TALENT
E poi ci sono i Maneskin e in generale i fenomeni da talent, che al di là della bravura (opinabile) vengono spinti e proiettati nel music business a forza, e il cui destino è solitamente quello della “meteora”.  Non prendeteli ad esempio perchè quello è un meccanismo più discografico che musicale che funziona esclusivamente nell’ambito talent. Fanno un tour da fuoco (quello dei maneskin è praticamente sold out ovunque) suonando qualche canzone approvata dall’etichetta e poi cover, e il prossimo anno probabilmente saranno tornati a fare i coatti a Roma. Non è offensivo verso questa band, che trovo essere l’unica cosa interessante uscita da X-Factor da sempre, ma semplicemente una legge dello spettacolo. Li spremono finchè funzionano e quando verranno lasciati a loro stessi, finita l’onda di X-factor, penso non abbiano le capacità di mantenersi sulla cresta con le loro forze.
UNA BAND NON PUO’ LAVORARE DA SOLA
Un’altro aspetto importante è quello delle figure che lavorano attorno alla band, pur non essendo musicisti. Il 90% delle bands emergenti non le considera importanti, mentre il restante 10% sono i gruppi che hanno successo.
Un produttore capace, che sappia colmare le lacune delle composizioni e ascoltare le produzioni con un orecchio esterno e competente e soprattutto che abbia buona conoscenza del settore musicale e delle produzioni recenti.  ((video dedicato)
Un manager che sappia gestire bene la band, proponendola con parsimonia nelle location giuste e lavorando per valorizzare il lavoro dei musicisti.
Queste due figure sono fondamentali per un lavoro serio, anche se bisogna evitare due errori molto comuni:il primo e più drammatico è la manager-fidanzata del musicista. Non verrete mai presi sul serio e creerete solo attriti con gli altri musicisti, oltre al fatto che mandare un pò di mail a caso a locali a caso NON è il lavoro del manager.
Il secondo errore è che un produttore è una persona che conosce la musica e il mercato musicale, quindi non può essere il vostro migliore amico a cui piace tanto la band e lo fa gratis; il produttore deve avere la credibilità e la posizione per imporsi sulle scelte della band e un amico difficilmente lo potrà mai fare.

 Per una band che ambisca a suonare bene in live è poi essenziale avere un fonico PROFESSIONISTA che la segua. Inutile portarvi dietro amatori, amici, gente che lo fa per hobby: gli strumenti cambiano in continuazione e solamente un professionista può garantirvi di arrivare in un locale e poter lavorare, evitando le penose e costanti figure di presunti fonici che arrivano in locale e non sanno come funziona un mixer digitale o che ci mettano due ore per fare un soundcheck perchè non lo sanno fare. Piuttosto di gente arrabattata meglio lasciare perdere e affidarsi al fonico resident, senza però poi lamentarsi che i pezzi non rendono come se al mixer ci fosse uno che li conosce. Il fonico della band è e deve essere considerato un membro a tutti gli effetti e quando si prepara un live in sala prove, per quei pochi che lo fanno seriamente, deve essere presente e avere voce in capitolo, perchè sa come poi le vostre idee si realizzano su un impianto e come rendere giustizia a quello che volete trasmettere.

CANTATE IN ITALIANO, NON IN FINTO INGLESE
Molto importante: volete avere successo in Italia? Cantate in italiano. Quasi sempre cantare in inglese è più facile sia per metrica che per contenuti, ma siamo in un paese di ignoranti e l’inglese non lo capisce quasi nessuno. I testi devono emozionare e potersi imparare facilmente, quindi usate l’italiano. Anche perchè l’inglese bisogna saperlo, per cantarlo, ed il 90% dei cantanti underground canta in inglese con degli errori di pronuncia che vanno oltre il comico. Pensate di fare successo all’estero cantando in una lingua che non sapete? Epic fail. Anche perchè in realtà all’estero la nostra lingua è comunque apprezzata.
Accanto a questo cantare in italiano vuol dire saper scrivere dei bei testi, che restino in testa e che non suonino ridicoli rispetto alla loro traduzione in inglese, che invece a voi suona fighissima. E’ un lavoro duro e proprio per questo ci sono dei professionisti che lo fanno di mestiere, grazie ai quali molte canzoni sono diventate famose.
Essere cantanti o cantautori sono due cose diverse e non sempre chi ha una bella voce ha anche la stoffa per scrivere dei bei testi. Se poi siete fermamente convinti che il vostro genere non si possa che cantare in inglese, cosa che personalmente considero una stupidaggine, almeno imparate bene la pronuncia inglese. Non serve che sappiate la grammatica, per quello basta farsi tradurre i testi da uno che la sa, ma la PRONUNCIA è fondamentale.
SIETE SICURI CHE NE VALGA LA PENA?
L’ultimo aspetto che tengo a sottolineare è antipatico ma doveroso: la musica è un grande motore di passione ed amicizia, che unisce le persone e le rende parte di un gruppo. La musica è aggregazione, partecipazione e migliora enormemente la nostra vita e i nostri rapporti.
Il business della musica invece è una cosa spietata e pragmatica: se volete avere una band di successo dovete identificare i musicisti giusti e non gli amici giusti. Magari poi avrete dei rapporti di amicizia e stima con i vostri musicisti, ma l’errore più grande è tenere nel gruppo musicisti mediocri solo perchè sono degli amici: questo vuol dire solo avere delle zavorre che vi terranno sempre inchiodati alla mediocrità56013855

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